Da "La Repubblica" di ieri
“Indegno inseguire Storace su Israele”. La replica: sono amico di
Gerusalemme.
(La Repubblica) «Non consento a nessuno, proprio a nessuno, di dubitare del
mio sostegno totale ed incondizionato al popolo ebraico e allo Stato di Israele,
testimoniato da cinque anni di governo e da tutta la mia attività politica
internazionale».
La nota del leader di Forza Italia, cruda, molto irata, giunge nella serata
quando le agenzie allungano sul tavolo del Cavaliere una dichiarazione ben più
lunga e ben più grave del presidente della Comunità ebraica Leone Paserman. Il
capo della comunità, comunità che negli ultimi tempi ha trovato con il
centrodestra una vicinanza, un´armonia, un eccellente rapporto, raffreddando
viceversa l´interesse verso il centrosinistra, stigmatizza con parole fredde la
presenza di Silvio Berlusconi in prima fila al congresso fondativo del neonato
partito di destra (la Destra, appunto) di Francesco Storace. Presente
Berlusconi, e silente di fronte a una affermazione polemica di Storace circa
l´inopportunità politica di andare a Gerusalemme e soprattutto andarvi con il
capo coperto di cenere, incolpando «il fascismo» della sua responsabilità di
sostegno all´idea e poi alla pratica nazista dello sterminio.
«Se c´è una
pagina della storia dell´umanità che va condannata - ha detto ieri Paserman - è
proprio quella del fascismo e delle sue complicità con l´occupante nazista alla
deportazione degli ebrei e di tutti gli oppositori politici così come - e lo
ricordiamo fra pochi giorni - l´emanazione delle leggi razziali del 1938».
L´intervento del presidente della comunità giunge inatteso, e ancor di più
arriva ad orecchie evidentemente incredule, la successiva presa di posizione nei
confronti di Berlusconi: «Il silenzio di fronte alle parole di quel convegno -
aggiunge infatti Paserman - feriscono e iniziative tese ad una rincorsa con
alleanze con nuove “formazioni” compromettono l´immagine internazionale di uno
statista quale ci aspettavamo fosse Berlusconi. Non credo che sia degno di uno
statista inseguire lo zero virgola per cento nella speranza di vincere le
elezioni. Ci sono principi da cui non si può derogare e l´opportunismo -
conclude Paserman - in politica non paga».
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E' con un po' di annoiata rabbia che
mi ritrovo, puntualmente, a leggere qualcosa del genere nelle pagine di
uno dei più importanti organi di informazione del nostro Paese.
Puntuale, si, come al solito. L'area di Destra è in fermento e
il sistema si chiude a riccio e si difende. Puntuali sono arrivati i
terroristi neri, stavolta mascherati da ultrà e puntuale
è arrivata l'accusa di antisemitismo militante.
Nonostante ormai sia
dilagante la consapevolezza di essere di fronte a prese di
posizione palesemente strumentali e quindi non meritevoli di dibattito
alcuno, non riesco a trattenere la mia indignazione per il mancato
rispetto che questi signori hanno delle tragedie che hanno segnato
l'umanità.
Passi pure la ridicola ipotesi del "filo nero" che tiene uniti i gruppi
ultras più" irriducibili" ovviamente ricollegabili,
nell'immaginario pubblico, al mondo della destra. Passi pure: la
questione non merita alcuna attenzione.
Non passi però la storia dell'antisemitismo, non
passi non perchè ci danneggi o perchè ci offenda,
ma perchè si mancherebbe di rispetto all'Olocausto e allo
sterminio di milioni di Ebrei colpevoli solo di essere tali. Non
è più tollerabile che gli stessi rappresentanti delle
comunità ebraiche continiuno a comportarsi come Paserman
utilizzando l'immane tragedia della "soluzione finale" per meschini
giochetti partitocratici.
Che tristezza.
Mi metto nei panni degli ebrei d'italia e di Roma in particolare che vedono il loro
rappresentante usare la propria tragedia al servizio di logiche di
potere lontane anni luce delle loro attività quotidiane.
E' evidente che di questo si tratta.
Non è possibile che una persona dotata di una certa intelligenza,
come credo non possa essere altrimenti per un presidente della
comunità ebraica romana, possa veramente pensare ciò
che è scritto su Repubblica. E' chiaro che la
contestazione al viaggio di Fini a Gerusalemme fosse circoscritta alla
maledettissima frase sul fascismo come "Male Assoluto"; è
altrettanto chiaro l'atteggiamento di condanna che tutta La Destra,
come tutta l'Italia, ha nei confonti delle sciagurate leggi razziali
del '38.
E’ triste vedere questi signori prestare l’immane
tragedia del popolo ebraico ai comodi del centro-sinistra o di AN per denigrare
una nuova formazione che, come ben specificato all’articolo 1 dello statuto
ripudia ogni forma di discriminazione, ivi compresa, ovviamente,
l’antisemitismo.
E’ triste, davvero.
Se fossi ebreo mi sentirei tradito. Anche di Fini ne hanno dette di tutti i
colori. Oggi è diventato il miglior amico degli ebrei d’Italia, forse il primo riferimento.
Ha cambiato
idea lui o avevano preso un grosso granchio loro?
Ebbene, di granchio si è trattato allora con Fini e di granchio si tratta oggi con Storace e "La Destra".
Certo che
però sto granchio è troppo stupido per essere vero …
Domenico Salimbeni - La Destra Valnerina
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