
….. Otto di settembre che gli hai fatto al mio cuore,
alle mie gambe di vent'anni così sicure dove andare
Otto di settembre che mi hai spento la luce,
ci hai frugato nei sogni, ci hai spezzato la croce ….
Otto di Settembre – Massimo Morsello.
8 settembre 1943
Vogliamo parlarne?
E' la data che ha segnato indelebilmente il nostro destino di italiani.
E’, nel bene e nel male, che ci piaccia o no, l’origine dell’Italia del dopoguerra.
Sarà il caso di approfondirne certi aspetti?
Erano le 18.42 di quel giorno quando il maresciallo Pietro Badoglio,
con un annuncio radiofonico, pronunciò queste parole:
"Il governo
italiano, riconosciuta la impossibilità di continuare
l’impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria,
nell’intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure
alla nazione, ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower,
comandante in capo delle forze alleate anglo-americane. La richiesta
è stata accolta. Conseguentemente ogni atto di ostilità
contro le forze anglo-americane deve cessare da parte delle forze
italiane in ogni luogo. Esse però reagiranno ad eventuali
attacchi di qualsiasi altra provenienza".
Va premesso, prima di fare qualsiasi considerazione in merito alle
parole sopra esposte, che solo qualche giorno prima, all’indomani
del 25 luglio (caduta del Fascismo e arresto di Benito Mussolini) lo
stesso Badoglio pronunciava la seguente frase: “la guerra
continua a fianco dell’alleato tedesco”.
Proprio, in quel periodo gli alleati (e cioè i tedeschi)
entravano in forze in Italia nel tentativo di organizzare la difesa
delle coste italiane in vista dell’imminente sbarco americano.
Il 3 settembre 1943, a Cassibile, Badoglio chiede ed ottiene
l’armistizio al “nemico” angloamericano senza aver
minimamente concordato nulla con gli alti comandi allati (sempre
tedeschi); trova il coraggio di comunicarlo alla nazione solo
l’otto settembre quando, insieme al Re Vittorio Emanuele III, ha
già iniziato una coraggiosa fuga verso sud.
L’esercito Italiano è allo sbando più totale, la
popolazione, i soldati, gli alti stati dell’esercito si trovano
completamente spiazzati. Gli alleati, che nell’atteggiamento
italiano non possono vedere null’altro che un tradimento
ovviamente non la prendono bene con tutte le conseguenze del caso..
Quello che è successo dopo lo sappiamo tutti e non è di
ciò che vorrei parlare, avremo modo di farlo in altra sede. Ora vorrei indirizzare il
ragionamento in altra direzione; lo faccio ponendo una
domanda a coloro che hanno letto queste poche righe. Chi di voi
conosceva l’otto di settembre 1943? Chi di voi ha avuto la
fortuna di conoscere com’è nata la cosi detta
“invasione tedesca”. La maggior parte dei ragazzi (e non
solo ragazzi) dell’Italia del 2000 sa solo che l’invasore
si chiamava tedesco e che il liberatore si chiamava americano.
Bisognerà aspettare un altro libro di Giampaolo Pansa per parlarne seriamente?
Dobbiamo ancora nasconderci dietro un dito vergognandoci di
chissà cosa pur di non pronunciare la parola tradimento?
Vogliamo aspettare ancora qualche anno prima di stracciarci le vesti
insieme agli eredi del PCI come è accaduto con la tragica
questione delle Foibe e degli esuli di Istria e Dalmazia?
Vogliamo ancora imbavagliare tutto con la parolina magica “revisionismo fascista”?
Spero proprio di no. Io un altro sassolino nello stagno l’ho
lanciato. Chissà se c’è qualcuno disposto ad
ammettere che l’acqua si sta muovendo.
Nel forum troverete questo intervento. E' uno spunto per una serena e pacata discussione.