Piano per il Parco Nazionale dei Monti Sibillini
Il 4 ottobre prossimo scade il termine per la presentazione di proposte
di modifica o integrazione del Piano per il Parco. Si tratta di un
documento molto complesso al quale si dovrà necessariamente fare
riferimento in futuro sia per ciò che concerne l’edilizia
e l’urbanistica sia per ciò che concerne la fruizione
dell’ambiente naturale.
Riguardo le considerazioni di carattere generale mi limito a
segnalare l’approccio anti-antropologico dello studio: dalla lettura
degli elaborati (soprattutto della relazione d’accompagnamento)
emerge la considerazione dell’uomo come elemento di disturbo del
sistema ecologico e non come parte dello stesso.
Riguardo gli effetti oggettivi sul viver quotiano segnalo che, contrariamente a
quanto premesso verbalmente dal direttore dell’Ente negli
incontri avutisi con la cittadinanza nell'agosto scorso, il Piano è un susseguirsi di divieti e
restrizioni che colpiscono la normale attività umana anche in
zone ormai completamente e stabilmente antropizzate (in effetti la
premessa verbale così orientata alla salvaguardia
dell’attività umana era sembrata subito sospetta).
Premesso quanto sopra voglio evidenziare quella che sembrerebbe una
importante prevaricazione dal parte dei progettisti: si nota infatti
che la pianificazione ha interessato anche parti del territorio non
comprese all’interno dei confini del Parco. In particolare in
prossimità dei centri urbani l’Ente Parco pretende di
pianificare con la propria direttiva anche le porzioni di abitato
ricadenti al di fuori dei confini dell’area protetta. Si tratta
di sconfinamenti marginali che non possono essere comunque accettati.
Ancor più grave, se non altro per l’estensione dello
sconfinamento, è quanto si apprende dalla lettura delle tavole
relative alle così dette Unità di Paesaggio. Si tratta di
aree che, per continuità ambientale, geologica, territoriale od
insediativa, abbracciano territori siti contiguamente al territorio
protetto. La pianificazione su queste aree per il sottoscritto
sembrerebbe un tentativo, peraltro nemmeno troppo mascherato (vedasi
contenuti Relazione Tecnica) di porre le basi per un futuro ampliamento
dell’area protetta anche su questi territori.
La Destra non può accettare tale situazione e si sta attivando,
attraverso il sottoscritto e gli altri portavoce, nella stesura di
proposte di modifica la prima della quale, da considerarsi
senz’altro prioritaria, è la eliminazione di tutta la
pianificazione fatta all’esterno dell’area di competenza
del Parco Stesso. Si rammenta a tal proposito che l’art. 32 della
L 394 /1991 riserva la determinazione delle aree contigue alle Regioni
e non all’Ente parco.
Si invitano tutti i cittadini ad attivarsi in tempo nella stesura delle proposte di modifica attraverso il modello predisposto dall'Ente Parco.
Domenico Salimbeni.
Per visionare o scaricare il piano: www.sibillini.net
In data 4 ottobre 2007 il coordinatore del movimento Salimbeni Domenico
ha presentato presso la sede dell'Ente Parco in Visso 10 schede di
osservazione a nome de "La Destra"
Per vedere la documentazione presentata cliccate qui: osservazioni Piano per il Parco.