
“Il voto conferito a un partito è utile quando viene utilizzato per il fine
per il quale è stato conferito, è inutile quando non viene utilizzato per il
fine per il quale è stato conferito, è dannoso quando viene utilizzato per il
fine opposto a quello per il quale è stato conferito…
Votare per il mio
partito è utile perché il mio partito chiede voti per l’opposizione a tutti i
livelli e li utilizza per l’opposizione a tutti i livelli.
Lei da buon
democratico, mi insegna che in democrazia l’opposizione è tanto importante
quanto il governo, a condizione che si tratti di una vera opposizione e non di
una sceneggiata, come quella che in questo momento recitano le false opposizioni
che dicono di combattere il governo e i partiti di governo, ma la tempo stesso
lottizzano con il governo e i partiti di governo le posizioni di
potere.
Quanto al frigorifero… noi manteniamo intatti i voti che riceviamo,
perché li utilizziamo con fedeltà e coerenza, e non ce ne serviamo per baratti
di alcun genere”.
“…Io penso e affermo che fuori dalla vera legittimità costituzionale si
pongono quei partiti che rifiutano di attivare gli articoli sociali della
Costituzione (39, 40 e 46), che interpretano in maniera distorta l’articolo 49 e
dal pluralismo fanno nascere il mostro che si chiama partitocrazia. Penso e
affermo che fuori della Costituzione siano quei partiti che lottizzano in
termini di potere e quindi di arbitrio la libertà di informazione attraverso il
mezzo radio-televisivo…
Le chiedo anche se abbia avuto modo di conoscere i
lineamenti del sistema da noi posto in alternativa: Presidente della Repubblica
eletto direttamente dal Popolo, Presidente del Consiglio e ministri nominati dal
Presidente della Repubblica senza forcipe di partiti e senza ‘manuali Cencelli’.
Parlamento eletto direttamente e pluralisticamente, ma con la partecipazione di
rappresentanze elette delle categorie del mondo del lavoro, della produzione,
della tecnica, della cultura e dell’arte.
Tutto questo è ’solo idealismo’? Se
fosse ne sarei orgoglioso. Ma io sono fiero di ben altro: isolato nei confronti
di un Paese legale sempre più lontano dal Paese reale ho l’orgoglio di essere
sempre più vicino alle esigenze, alle speranze e quindi alla comprensione del
Paese reale, cioè del popolo italiano”.
“Che strana domanda dottor Montanelli! Ma come può saltarle in mente, visto che Lei è un uomo che crede nella libertà, che il segretario di un partito possa ‘dissolvere’ il suo partito: e possa addirittura, dopo averlo dissolto, farne confluire i voti in altre direzioni! Centinaia di migliaia di iscritti, e almeno due milioni di elettori (ma in questo momento siamo di più) dovrebbero obbedire al dittatore Almirante; per accettare da un momento all’altro di ‘dissolversi’ e poi di ‘confluire’; dissolversi, cioè scomparire come fatto politico, come fatto di coscienza, come fatto morale, come fatto di impegno fisico e spirituale; confluire, cioè abbracciare un’altra fede, un’altra dottrina, un altro e molto diverso credo politico rinnegando d’un colpo se stessi”.
Giorgio Almirante, stralcio di un’intervista concessa a Indro Montanelli, Il Giornale Nuovo, 28 maggio 1980
(grazie alla federazione de La Destra di Bergamo, nord, Italia)

